Amico, ti chiedi spesso il senso della tua Vita. Osservando il tuo quotidiano, ti sorprendi nel renderti conto della tua incapacità a cogliere il senso degli eventi che si susseguono, inspiegabili, apparentemente senza concatenazione. E tutto ti appare avvolto da un alone di incerta confusione. E ne soffri, per questo.
Assomigli a quel vasaio che tentò di riempire un vaso bucato. E congetturava sul come mai il vaso non si riempisse. E se ne affliggeva. Pensando di essere sfortunato, se la prendeva con i suoi simili e con il Caso senza capire il perché di quella sventura. In realtà, non si era mai accorto del buco.
Mi piace utilizzare i mezzi pubblici di trasporto della mia città. Mi piace osservare le persone. Spesso mi soffermo sugli occhi. Quanto possono trasmettere, quanto possono raccontare. Come finestre su mondi impenetrabili, infiniti universi multiformi, dei quali percepisci evanescenti sfumature e trepidanti aneliti. E passioni frenate e muto dolore e, ancora, sogni e aspettative inevitabili.
E allora ciò che aveva senso un attimo prima viene rimesso in discussione, confluendo in un grande calderone dove tu stesso sei solo una parte infinitesimale di un qualcosa di molto più grande che la mente, incapace com’è di elaborare la sensazione per tradurla rapidamente in un concetto di senso compiuto, non riesce a codificare in un pensiero determinato. E poi, dopo un attimo, senza alcuno sforzo, ti si accende qualcosa dentro. È una specie di calore. Non come quello prodotto dal fuoco. È un calore diverso. Assomiglia per lo più a quello slancio tiepido che si prova a contatto con una carezza. E, in maniera semplice e veloce, il collegamento, il senso, la connessione ti appaiono chiari ed evidenti.
La magia manifesta della Vita è proprio qui. L’attimo stesso nel tempo in cui si vive, nella sua piccolezza è un’imponente porta su opportunità sconfinate. Ma solo per chi ha la predisposizione ad un certo tipo di apertura.
Pensa agli incontri che fai. Non credi che anche in essi vi sia un senso preciso? Pensa alle cose che ti accadono. Analizzale dall’esterno e osserva. Osserva te e gli avvenimenti e poi osserva te in relazione agli avvenimenti e poi, ancora, osserva gli avvenimenti e le persone in essi coinvolte in relazione a te. Avrai a quel punto tanto di quel materiale per comprendere. Ma devi essere attento e parsimonioso, intuitivo e analitico al contempo. In tale attività, eviterai di affliggerti, perché non ne avrai il tempo ed eviterai di provare quel senso di confusione perché impegnato a lavorarci su. E potrai penetrare tra le pieghe dei tuoi perchè. E sciogliere nodi e matasse.
Il vasaio, dopotutto, se avesse osservato con attenzione il vaso avrebbe risparmiato a se stesso una grande afflizione, oltre che del tempo prezioso che, magari, avrebbe potuto impiegare nell’azione. Avrebbe potuto ripararlo o romperlo e ricostruirlo oppure disfarsi di quello difettato e ricominciare a lavorare su uno nuovo. In ogni caso, avrebbe agito. E, cosa di fondamentale importanza, lo avrebbe fatto con la consapevolezza dell’azione compiuta.

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