Il 2019 è stato un anno ricco di avvenimenti indicativi. Proteste e manifestazioni hanno interessato Hong Kong e Taiwan, forti tensioni si sono registrate in Algeria, nel Sudan e in Medio Oriente e scioperi e rivendicazioni hanno richiamato l’attenzione del Cile e dell’Argentina, contro le disuguaglianze, economiche e di genere, e per il riconoscimento di diritti fondamentali. Protagonisti assoluti dello scenario internazionale, gli USA: da un lato con la richiesta di impeachment del presidente Donald Trump (i cui esiti sapremo nel nuovo anno), dall’altro con il ritiro delle forze armate dal nordest della Siria, lasciando le forze curde sole nell’offensiva contro la Turchia. In india ha vinto il nazionalismo indù, in Francia migliaia di cittadini si sono uniti in piazza contro la riforma sulle pensioni.

E ancora. È stato l’anno del fuoco: dall’incendio che ha devastato ad aprile Notredame di Parigi, simbolo della città e dell’Europa nel mondo, alla distruzione di ettari ed ettari di foreste spazzati via dai roghi in Amazzonia, polmone del pianeta, ed in Australia; perdite incalcolabili in termini di flora e fauna, e sullo sfondo intrighi internazionali e lotte di potere, vecchia storia della nostra specie che continua a ripetersi tempo dopo tempo.

Un anno difficile dal punto di vista dei diritti umani. Il fenomeno dell’immigrazione in crescita esponenziale da El Salvador, Guatemala, Honduras e Africa, ha messo alla prova gli Stati ai confini: le risposte sono state differenti, le opinioni contrastanti. È l’anno delle mobilitazioni ambientali, degli appelli di Greta Thunberg e delle manifestazioni dei giovani sul clima e le sue variazioni. Non ha risparmiato terremoti questo 2019, l’ultimo dei quali in Albania, particolarmente forte. A livello nazionale, il nostro paese ha subito forti scosse, traballando tra crisi di governo, il risvolto del caso Cucchi, le polemiche sulla questione immigrazione e riforme discutibili, una per tutte quella sulla prescrizione del reato che entra in vigore proprio oggi. E ancora molto altro.

 

Il “passaggio” implica l’atto di spostarsi da un luogo all’altro. È un momento importante, perché si “migra” da uno stato/condizione ad un altro/a ed ha in sé sempre qualcosa di magico, perché l’idea del cambiamento stesso ha questa connotazione. Nel cambiamento c’è la possibilità, l’opportunità. Ma c’è anche l’incognita, l’incertezza che preoccupa ed elettrizza allo stesso tempo, un intramontabile ever green a cui non sappiamo rinunciare. Il passaggio è un buon momento per raccogliere il frutto della semina precedente e, come fa il buon contadino, vagliare la qualità del raccolto, separare i prodotti buoni da quelli cattivi e riflettere sulla metodologia adottata per la semina e la coltivazione.

La nostra contemporaneità lascia poco spazio alla riflessione, intesa come momento di raccoglimento in sé. La velocità dei sistemi relazionali annichilisce la meditazione. La repentina acquisizione di informazioni quotidiane foraggia l’alienazione dell’individuo e nell’epoca della grande comunicazione globale, ci si parla sempre meno. Il numero crescente di notizie provenienti da ogni parte del mondo, ogni giorno, indebolisce la speranza del “domani migliore” per rafforzare la paura della precarietà economica, emotiva e razionale. L’ansia di “far tutto presto” fagocita il nostro tempo, per cui sembra che alla fine della giornata non sia rimasto neanche un attimo vero per se stessi. Il buon contadino sa che pazienza e costanza sono le virtù necessarie per un buon raccolto. E non mostra alcuna fretta ma lavora assiduamente ben speranzoso, nei gesti quotidiani esercita ed applica un mantra, facendosi egli stesso parte di un rito antico e sapiente.

L’augurio per il nuovo anno è che ci si possa far pace con il Tempo, che lo si onori ogni attimo, essendo grati di ciò che si fa e che si ha. Affinché ogni cuore sia come la buona terra, rigogliosa e fertile, pronta a dare i suoi frutti migliori per se stessi e per chi ci è vicino. Il cambiamento dipende da noi. Buon 2020.

(editoriale pubblicato su Juris news il 1 gennaio 2020)

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