Tutti abbiamo delle difficoltà

Proprio ieri mi son ritrovata a conversare con mio padre. Abbiamo parlato delle cose della vita e delle difficoltà che ognuno di noi incontra sul proprio percorso. Egli allora mi ha ricordato – ed in verità è stata la prima cosa che mi ha insegnato da bambina – che non conta il numero di impedimenti o problemi nei quali ci si può imbattere. Ciò che conta realmente è il modo di affrontare le problematicità degli accadimenti e delle vicende che si susseguono nella nostra vita. Per non arrendersi. E in ciò vive l’insegnamento più grande che ho ricevuto da mio padre, me lo ha trasmesso con l’esempio, vivendo con coraggio tutte le sue difficoltà. E così stamane mi è venuta alla mente una vecchia fiaba che scrissi qualche anno fa.

Il Leone

“C’era una volta un leone. Egli aveva un pelo fulvo tanto bello che gli stessi raggi del sole, solo per accarezzarlo, si allungavano su di esso tingendolo di rosso. Aveva due occhi che brillavano come timide stelle in una notte d’estate. E aveva una criniera folta e morbida come seta lucente. Correva il forte leone sicuro di sé, lungo le vaste distese erbose della gialla savana, ruggendo orgogliosamente al cospetto del sole e della luna. Era senza dubbio il primo tra tutti gli animali per regalità ed eleganza. Ed era molto rispettato per la solennità che la sua figura meravigliosa ispirava. Egli aveva cognizione di tutte le strade del suo regno, riconoscendo sempre la direzione giusta grazie alle abbondanti tracce che depositava dietro di sé.

Ora accadde che un temporale devastante, con pioggia infinita e terribili saette, si rovesciò sulla savana per giorni e giorni, distruggendo ogni cosa e cancellando le tracce che il leone con tanta dedizione e fatica aveva lasciato. Il regal felino, preso dal panico, cominciò a cercare indizi che lo portassero verso la giusta direzione. E alla fine ritrovò, anche se sbiadite e confuse, le sue orme sulla terra. Rassicurato si mise sulla via che lo avrebbe riportato al sicuro.

Altero e fiero, perso nei suoi pensieri sull’alternarsi del giorno e della notte si imbatté in una farfalla dalle ali evanescenti e diafane. Ella si dondolava lieta su l’unico filo d’erba smeraldino rimasto illeso dal violento temporale, assaporando il delicato profumo della terra.

Il bel leone dovette fermarsi per non travolgerla. Egli in verità rispettava tutti gli animali anche quelli molto più piccoli di lui.

«Salve piccola mia» gli disse quello con fare assai cortese «potresti spostarti da questo filo d’erba? Intralci il mio viaggio.»

«Salve a te mio Re» rispose l’insetto «pretendi da me un grosso sacrificio. Questo è proprio il filo d’erba che ho trovato dopo una paziente e faticosa ricerca. Adatto a me in tutto e per tutto.»

Il leone, sorpreso da quella risposta ardita, di rimando affermò: «Che dici mai, farfalla? Se dovessi costringermi a cambiar via, ne avrei grande pregiudizio dato che se non seguissi le mie orme, presenti su questo percorso, rischierei di perdermi. E visto che ogni strada porta ad una direzione diversa, non sarei mai sicuro di arrivare a destinazione.»

«Allora credo che dovresti rassegnarti a cambiar via e tentare un nuovo itinerario, perché non ho alcuna intenzione di smuovermi neanche di un millimetro» affermò la farfalla.

«Sei assai prepotente e dispettosa» protestò il leone adombrato «perché mai dovrei cambiare direzione? Rischiare il tutto, solo per far piacere a te?»

La farfalla sfregò le sue ali candide come la neve, forse rise ma era tanto piccina che il leone non poteva accorgersene «Caro il mio re, se dovessi spostarmi da questo filo d’erba non riuscirei più a percepire gli aromi ed i profumi della buona terra, cosa di cui mi alimento. In tal modo, privandomi del mio nutrimento principale, la mia esistenza avrebbe vita breve. Se tu, invece, spostassi la tua regale zampa di qualche piccolissimo centimetro, non avresti un reale danno.»

«Non riesco proprio a seguire il tuo ragionamento» ruggì il leone ancora più arrabbiato, pensando al fatto che senza le sue care orme, anche se sbiadite, impresse nel terreno non avrebbe di certo trovato più la strada giusta.»

«Caro mio re – sorrise la farfallina – cosa conta di più nella nostra gialla savana? Continuare a percorrere la stessa strada che si conosce da sempre, senza timore alcuno perché nel farlo non si rischia nulla? O esser disposti a rischiare solo per vedere cosa c’è oltre la stessa strada che percorriamo giorno dopo giorno? Sei un grande leone. Hai la velocità per percorrere grandi distese. Hai la possibilità di trovare sempre la strada giusta, date le tue qualità e la tua forza. Hai la fierezza che ti è stata trasmessa dalla natura ed hai la volontà che il tuo ruolo, per nascita, ti impone. Tuttavia non hai la cosa più importante per trarre dignità dalla tua vita. Se fossi in te, invece di preoccuparmi di ritornare alla mia antica direzione, seguendo le mie certe e sicure orme, cercherei la strada per ritrovare qualcosa che ha più importanza. A questo punto credo sia più semplice per me, anche se doloroso, privarmi del mio nutrimento indispensabile per la vita, anziché stare qui a indicarti la strada per trovare il tuo coraggio!»

Detto ciò schiuse le ali candide come la neve e si staccò dolcemente dal tanto amato filo d’erba per volare via. Il leone rimase immobile senza dire una parola e confuso, seguì con lo sguardo l’ondulare incerto della piccola farfalla.”

 Credo che nulla al mondo possa dare più dignità del coraggio

Forse tra i sentimenti umani, è il più nobile e il più raro. E senza dubbio, è la virtù più amabile. Il coraggio, ciò che spinge a realizzare cose che un attimo prima sembravano irrealizzabili, non si acquisisce per nascita ma è un qualcosa che ritroviamo tutte le volte che compiamo delle scelte.

Ci vuole coraggio per avere coraggio e la forza si trae dal cuore (come suggerisce l’etimo stesso del termine, dal latino cor, cordis, cuore), nel dialogare con le proprie paure: nell’osservarle per ciò che sono e nell’affrontarle con forza, sopportando il peso dei rischi e dei sacrifici e senza abbattersi per i dolori fisici o morali. Questo fa la differenza. Ci vuole coraggio per avere coraggio. E per vivere per davvero. 

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